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BIBLIOTECHE

Nella storica sede di Palazzo Carpegna l'Accademia Nazionale di San Luca ospita due antiche e prestigiose biblioteche d’arte, la Biblioteca Accademica e la Biblioteca comunale Romana Sarti, diverse per storia e natura amministrativa ma oggi sostanzialmente connesse in un unico servizio che offre a studiosi e studenti un patrimonio di oltre 50.000 volumi, comprendente opere del passato e dell’attualità nel campo della pittura, della scultura e dell'architettura, corredato da pubblicazioni periodiche relative alle Belle Arti. In particolare, i fondi bibliografici antichi permettono la ricerca specialistica sulle fonti a stampa, sugli originali d’epoca e sui manoscritti, naturale complemento della documentazione conservata presso l’Archivio Storico dell’Accademia. Relativamente al moderno, prevalgono gli studi critici sulle arti “sorelle” (pittura, scultura, architettura) in Italia e all’estero, e la pubblicistica intellettuale e artistica degli accademici di oggi, in linea con la natura dell’istituto, da sempre scuola e laboratorio di attività formative.

La Biblioteca Accademica nasce e si sviluppa con l’Accademia stessa, tanto che già negli Statuti del 1607, con l'approvazione di monsignor Fedeli vicereggente, è richiesto espressamente l’impegno del corpo accademico per l’incremento della raccolta libraria: “Et per ornare et arrecchire la libraria dell’Accademia, ciascheduno che entrarà accademico sia tenuto a dare un libro o stampato o scritto a mano che tratti delle sudette materie et studii della professione et de historie et de altro”. A seguito di queste donazioni si è costituito nel tempo un patrimonio documentale di grande valore artistico e scientifico, che ancora si accresce attraverso donazioni e acquisti. Tra i documenti storici pregiati risalta la serie completa delle incisioni di G.B. Piranesi donata personalmente dall’artista nel 1761 all’atto della nomina a membro dell’Accademia. Di rilievo anche i quattro libri Della simmetria dei corpi umani di A. Dürer, in una preziosa edizione in folio del 1591 stampata a Venezia. Oggi la Biblioteca Accademica è aperta alla contemporaneità e alle più recenti espressioni artistiche mantenendo tuttavia il collegamento con la tradizione di studio dell'Accademia per le arti classiche. Il suo patrimonio continua a giovarsi dei lasciti degli accademici che anche in tempi recenti hanno fatto omaggio delle loro personali e pregevoli raccolte librarie, testimonianza dell’impegno pubblico e privato portato avanti nel corso della carriera. È il caso del fondo titolato a Palma Bucarelli, storica dell'arte e personaggio di spicco negli anni del secondo dopoguerra italiano, e ancora dei fondi degli architetti e professori Giancarlo De Carlo, Giorgio Ciucci, Carlo Aymonino, e dell’artista e letterato Angelo Zanelli.

La Biblioteca Romana Sarti fu inaugurata il 21 aprile del 1881 per volontà dell'architetto Antonio Sarti da Budrio, Presidente della Accademia dal 1860 al 1863, che volle offrire alla cittadinanza la propria raccolta di libri rendendola patrimonio del Comune di Roma e affidandone la tutela perpetua alla stessa Accademia di San Luca. Fu istituita così una prima biblioteca pubblica a Roma, recente Capitale d’Italia, prefigurandone una apertura libera che anticipava genialmente un concetto di “pubblico” definito e affermato  soltanto verso la fine del Novecento. La raccolta è lo specchio fedele degli interessi variegati e raffinati del Sarti, e ne riflette chiaramente l’animo d’artista e di erudito mosso dalla passione del ricercatore. Tutto il fondo originario, circa 10.000 volumi, si denota per il pregio e la ricercatezza dei testi a stampa e manoscritti, con un nucleo di opere antiche dal XVI al XIX secolo concernenti lo studio dell'arte, dell'architettura, dell'archeologia, le antichità classiche, le vite di uomini illustri, le storie di città e paesi d'Italia. Lo stesso Sarti ha lasciato alla Biblioteca un pregevole album di incisioni di proprio pugno che raffigurano gli interni delle maggiori basiliche romane, a fronte dei relativi disegni preparatori. Di grande rilievo è anche un corpo di circa 200 titoli di opere provenienti dalla raccolta del suo maestro, Raffaele Stern, che il Sarti recuperò a sue spese da una vendita all’asta del 1824, tutte “rarissime” già all’epoca, come si volle definirle. Suggestivi anche i quattro album di schizzi a china e acquerelli del pittore Carlo Labruzzi, attivo tra Settecento e Ottocento, che nelle immagini ricreano un viaggio d'altri tempi lungo l’antica Via Appia, dalle porte di Roma fino a Benevento, tra ruderi romani e scorci di vedute campestri. Tra i fondi speciali, quello dell’archeologo Giuseppe Lugli, che annovera testi sulla materia con approfondimenti di topografia romana e le note manoscritte del suo archivio privato. Oggi la Romana Sarti, all'interno dell'Amministrazione capitolina, fa parte dell’Istituzione Biblioteche di Roma (www.bibliotechediroma.it) che coordina e gestisce il circuito comunale delle biblioteche di pubblica lettura.

 

Per la consultazione in linea dei cataloghi comuni, a seguito dell’adesione al Servizio Bibliotecario Nazionale, è attivo il collegamento con il Polo SBN RMR del Comune di Roma presso l’Archivio Capitolino (opacapitolino.caspur.it) e con il Sistema delle biblioteche aderenti al Polo (sibibrmr.caspur.it).

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