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16/gen/2019 - 16/gen/2019

Conferenza
Quadri di un’esposizione:
“Le Signore del Barocco”

storie di grandi pittrici nell’Italia della Controriforma 

 

Mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 17.30 presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la conferenza Quadri di un’esposizione: “Le Signore del Barocco”, storie di grandi pittrici nell’Italia della Controriforma di Francesco Solinas, Maître de Conférences au Collège de France (Parigi).

 

Realizzata in collaborazione con Valentine de Beirs conservatore al Musée des beaux-arts di Gand e Alain Tapié conservateur honoraire des Musées de France, l’esposizione di Gand presenta le storie e alcune opere delle maggiori pittrici italiane tra la Controriforma e il Barocco.  Il periodo preso in esame è quello degli anni compresi tra la fine del Concilio di Trento (1563) e la guerra di devoluzione dei Paesi Bassi (1667 – 1668) voluta del Re Sole. Battaglie sanguinose e interminabili trattative diplomatiche segnarono, per più di un secolo, l’infinita lotta della Chiesa di Roma contro il dilagare del Protestantesimo in Europa. È in quel secolo che fiorirono le nostre pittrici, ed è sotto quella luce desueta che, per la prima volta, si presentano le loro vicende e opere nell’esposizione di Gent. Protagoniste indiscusse della pittura del tempo, apprezzate sia come artiste, sia come donne, Sofonisba Anguissola (1532 - 1625) e Lavinia Fontana (1552 - 1614), Fede Galizia (1578 - 1630) e Artemisia Gentileschi (1593 - 1654), Orsola Maddalena Caccia (1596 - 1676), Giovanna Garzoni (1600 - 1670), Virginia Vezzi (1600  – 1638) ed Elisabetta Sirani (1638 - 1665) affermarono, con le loro stupende creazioni, il loro prestigio di artiste al servizio di Santa Romana Chiesa. Animate da quel culto delle immagini promosso dalla Riforma Cattolica, le opere delle nostre signore, dai ritratti alle nature in posa, dai quadri di storia a quelli devozionali esibiscono la loro ininterrotta e convinta militanza alla causa romana. Sempre evidente, quest’atteggiamento costituisce la chiara colorazione politica, raramente considerata dagli storici dell’arte, che animò le vite e giustificò le creazioni di quelle donne. Erano gli anni delle guerre di religione in Francia, della rivolta dei Paesi Bassi, dell’affermazione dell’Anglicanesimo iconoclasta in Inghilterra e dei conseguenti tentativi di riconvertire l’isola al Cattolicesimo, poi sfociati in una terribile guerra civile. I tempi della sanguinosa Successione di Mantova e del Monferrato, della Guerra dei Trent’anni e della terribile azione repressiva dell’Inquisizione, quando Francia e Spagna si contendevano il controllo politico ed economico del continente, e per primo quello degli ormai fragili Stati Italiani e della Santa Sede. A seguito del Concilio tridentino e nel pieno del conflitto teologico, in quegli stessi Stati Italiani, si produsse lo straordinario fenomeno che investì l’universo delle arti visive e l’intera società civile: la comparsa e l’affermazione di alcune grandi artiste. Tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del successivo, la crescita e il successo di una generazione di pittrici di gran talento aprirono alle donne un nuovo universo professionale, un inedito spazio sociale e un prestigio personale mai vissuto.

 

Francesco Solinas si è formato all’Università di Pisa con Roberto Paolo Ciardi e Paola Barocchi, è storico dell’arte specialista della creazione artistica tra Roma e l’Europa tra Cinque e Seicento. Conoscitore e archivista dal percorso ricco e variegato, già alla fine del nono decennio del Novecento, Solinas è tra i massimi esperti della compagine culturale e artistica romana della prima metà del Seicento che unì personaggi quali il cavalier Cassiano dal Pozzo (1588 – 1657) e il principe dei Lincei Federico Cesi (1585 – 1630), l’erudito francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1580 – 1637) e il cardinal Francesco Barberini (1597 -1679). Studia e pubblica carteggi inediti, approfondisce la storia culturale e politica di Roma e dell’Europa del diciassettesimo secolo, esplora i rapporti dell’arte e del collezionismo con la nuova scienza. Rintraccia dipinti e documenti inediti relativi ad artisti tra i quali Nicolas Poussin (1594 – 1665) e Simon Vouet (1590 – 1649), Ottavio Maria Leoni (1580 – 1630), Artemisia Gentileschi (1593 – 1654), Pietro da Cortona (1596 – 1669) e Giovanna Garzoni (1600 – 1670). È il solo italiano tra i fondatori del progetto internazionale di catalogazione dei disegni antiquari e naturalistici del Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo conservati tra la Royal Library di Windsor Castle e il British Museum, il suo lavoro sulla collezione si estende per oltre dieci anni, dal 1984 al 1994. Tra Inghilterra e Francia perfeziona le sue conoscenze dei generi del disegno cinque e seicenteschi, su un piano più teorico approfondisce gli aspetti politici e sociali della creazione e del collezionismo. Nei suoi viaggi di studio ritrova importanti opere d’arte e documenti, mentre coltiva i suoi interessi per i generi della pittura naturalistica e del ritratto. Anima importanti riunioni internazionali a Napoli, Londra, Roma, Firenze e Parigi, dov’è Maître de Conférences invité al Collège de France sin dal 1994. In quegli anni ha l’onore di collaborare con Tullio Gregory e Luigi De Nardis, con Jennifer Montagu e Raniero Gnoli, con Francis Haskell, Marc Fumaroli, Jacques Thuillier, Dino Frescobaldi e Alfonso Theodoli. Al Warburg Institute di Londra (1994) consegue la prestigiosa Borsa Francis Yates. Partecipa a convegni e seminari in Europa e negli Stati Uniti e collabora agli incontri epocali organizzati da Elizabeth Cropper e Charles Dempsey alla Villa Spelman, centro fiorentino della John Hopkins University. Curatore d’importanti esposizioni internazionali, come quelle dedicate a Cassiano dal Pozzo (Roma 2000, Biella 2001), a Maria de’ Medici (Blois 2004; Firenze 2005) e ai generi della pittura naturalistica (Biella 2004; Tivoli 2010; Tivoli 2012), Solinas ha lavorato con Roberto Contini alle esposizioni monografiche su Pietro da Cortona a Firenze (Firenze 2010) e su Artemisia Gentileschi (Milano 2011; Parigi 2012; Pisa 2013). Altre fruttuose collaborazioni lo hanno portato a legarsi a specialisti e direttori di musei quali Lorenza Mochi Onori e Sir Dennis Mahon, Giovanni Theodoli, Caterina Caneva e Thierry Crépin-Le Blond, Angela Negro e Pierre de Ségur, Sergio Guarino e Pierre Caye, Maria Celeste Cola, Charles Dominique Fuchs e Sebastian Schütze. Vive tra Parigi, Firenze e Roma.   

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

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Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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