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27/mar/2019 - 27/mar/2019

Presentazione volume
Ensayos sobre Historia de la Arquitectura del siglo XVIII en España

Tradiciones hispánicas y modelos europeos

 

Mercoledì 27 marzo 2019 alle ore 18, presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la presentazione del volume Ensayos sobre Historia de la Arquitectura del siglo XVIII en España. Tradiciones hispánicas y modelos europeos, di Delfín Rodríguez Ruiz (Editorial Complutense, Madrid 2018). Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Marcello Fagiolo, Jörg Garms, Elisabeth Kieven, Rafael Moneo, Francesco Venezia. Sarà presente l'Autore.

 

Questo libro raccoglie diversi saggi sulla storia dell'architettura nella Spagna del XVIII secolo. Secolo dell’Illuminismo e della Ragione, ma anche periodo di transizione e cambiamento, di resistenze e scontri, sia politici che dinastici, dagli Asburgo ai Borboni. Un periodo che è stato attento ai cambiamenti dell'architettura, dei suoi linguaggi, modelli e usi, che si erano verificati e si stavano verificando in Europa, dal Barocco ai diversi classicismi della seconda metà del Settecento.

L'idea del libro e dei suoi saggi nasce come conseguenza di oltre trent'anni di ricerca e studio della storia e della costruzione storiografica dell'architettura nella Spagna del Settecento. Il consueto resoconto storiografico insiste sul fatto che, in Spagna, è a partire dalla data simbolica del 1750 che ha avuto luogo la laboriosa ricostruzione del modello classico, tentato dai riferimenti canonici alla cultura del Rinascimento e del Barocco italiano, dal classicismo e dal razionalismo francese del XVII e XVIII secolo, nonché dalla nuova passione per Vitruvio, l'Antichità e le rovine, oltre che dall'appropriazione e consolidamento della cultura accademica internazionale (Parigi e Roma, fondamentalmente) come filtri e modelli esemplari nella costruzione di un linguaggio classicista. Tuttavia, contemplate fin dall'inizio del XVIII secolo, tradizioni molto diverse, vernacolari ispaniche (tra cui El Escorial, il Palazzo di Carlo V nell'Alhambra di Granada, Vandelvira, o l’architettura nazarí) ed europee, da Bernini o Borromini a Carlo Fontana, Fischer von Erlach o Juvarra, avevano aiutato prima di quel processo di ricostruzione e aggiornamento dell'architettura in Spagna.

Si tratta di conflitti tra il classico, l'accademico e il nazionale, che illustrano il processo di aggiornamento dell'architettura spagnola e che propongono una sintesi, realizzata in pochi anni, di ciò che in Europa aveva costituito un'esperienza di oltre un secolo. I saggi del libro includono studi su teorie e progetti, su architetti e opere rappresentative, così come viene tracciato un filo conduttore che li collega da un punto di vista storico, istituzionale e politico. Opere e progetti da Juvarra a Sabatini, da Sacchetti o Carlier a Proccacini, edifici quali il Palazzo Reale di Madrid, quello della Granja de San Ildefonso o la Cattedrale di Cadice, così come il controllo istituzionale dell'architettura attraverso le attività promosse dall'Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando o i lavori e dibattiti promossi da architetti come José de Hermosilla, Ventura Rodríguez, Diego de Villanueva o Juan de Villanueva, tra molti altri, sono analizzati nelle pagine del libro.

 

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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